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Siamo cristiani evangelici che crediamo e viviamo l'evangelo di GESU CRISTO il quale non ci è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione, ci siamo convertiti dagl'idoli a DIO per servire il DIO vivente e vero. Ci atteniamo alla Bibbia poichè ritenuta ispirata e rivelatrice della unica verità e salvezza:Cristo Gesù. Crediamo in Dio padre e creatore dell'universo,padrone della storia; Crediamo in Gesù Cristo figlio unigenito di Dio, lui stesso Dio per noi Salvatore e Signore; Crediamo nello Spirito Santo come terza persona della trinità,che guida la chiesa, rigenera a nuova vita e santifica il credente. Crediamo nel sacerdozio universale dei credenti,ognuno dei credenti ha un dono/i che esercita nella chiesa locale. Siamo una chiesa congregazionalista, cioè crediamo nella centralità della chiesa locale che Dio ha posto in un determinato luogo per essere la sua testimonianza e luce del mondo, e in una chiesa universale invisibile composta da tutti i credenti che confessano Gesù come loro Signore, senza legami di alcuna denominazione, evidente frutto dell'opera umana e non di Dio.

18/04/15

Cristiani a metà

Noi cristiani abbiamo grandi privilegi ma anche grandi responsabilità.(Romani 1:5-6) Paolo e gli apostoli ricevettero perdono (la grazia di Dio) come un privilegio immeritato. Però anche gli fu assegnato la responsabilità di annunciare il messaggio del perdono di Dio agli altri. Dio perdona i peccati di chi per fede crede a Lui come Signore. Facendo questo ci compromettiamo a vivere una nuova vita al 100%. Tanti purtroppo non si sottomettono completamente a Dio, lasciando parti della propria vita ancora sotto il proprio controllo. Sono ancora un pò dio di se stessi. Le conseguenze di questa scelta sono: una vita poco limpida e non libera tale da poter servire con gioia il proprio Signore, debole testimonianza verso chi ancora non crede, scarso o nullo frutto nel servizio fatto nella chiesa del Signore. La nuova vita di Paolo invece fu una chiamata precisa a un ministerio itinerante di evangelizzazione dei non giudei (gentili) per il mondo che non poteva essere compiuto senza consegnarsi completamente nelle mani di Dio. Dio affida ai suoi discepoli oggi come con Paolo responsabilità di servizio nella chiesa e di proclamazione dell'Evangelo a coloro che sono nati di nuovo e vivono in santità perchè solo così ci sarà efficacia di testimonianza. Messi da parte per il suo Evangelo, è un onore o un peso?

26/03/15

Confessione di fede

"Ci accusano di non avere una confessione di fede. Errano, perchè noi ne abbiamo una che è ben completa e perfettissima: LA BIBBIA. Al di là di questa, non avremo mai l'audacia o la stoltizia di farne un'altra, perchè ogni professione di fede riesce monca, incompleta, eretica e non pura, - perchè vi scivolano sempre delle tradizioni dei padri che non possono formare nè dogma nè dottrina. Aggiungete che qualunque credo o confessione di fede riuscirebbe negativa e non positiva per la ragione che un estratto di versi biblici è la negazione degli altri, oppure non è l'affermazione positiva e completa di tutta la Scrittura ..." (T.P.Rossetti)

24/03/15

Destino

"I miei giorni sono nelle tue mani." Salmo 31:15 Speriamo che la vita vada sempre bene! In ogni caso, anche se dovesse andare diversamente, possiamo sempre contare sul sostegno di Dio. Il re Davide nella sua preghiera afferma: "Il mio destino è nelle mani di Dio"; una dichiarazione di tal genere non è irrilevante, considerando il percorso personale del suo autore: non era proprio una vita tranquilla e facile la sua. Davide, in effetti, racconta di situazioni sconcertanti come la calunnia, l'abbandono degli amici, dei parenti; subì offese, ingiustizie, delusioni, fino al punto di sentirne il peso fisicamente. Affermò "sono distrutto!" In tutto questo però, testimoniò di aver sperimentato Dio presente e protettivo, in modo da essere capace di affrontare e superare i problemi e le delusioni della vita. Anzichè sprofondare nella paura, o cedere alla rabbia distruttiva, Davide riesce a gestire le sue reazioni con l'aiuto di Dio. Questa reazione, questo modo di affrontare i problemi, possiamo farlo nostro affidandoci a Dio in modo semplice e genuino, come fece Davide pregando così: "Aiuto! So che mi ami, io credo nel tuo soccorso e nella tua protezione... conto sulla tua giustizia e sulla tua bontà, io spero in te, abbi pietà di me!"